Apple offre lavoro e richiede esperienza sui software della concorrenza

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Final-Cut-Pro-X

Ieri sera mi è capitato sott'occhio un articolo di The Verge che titolava: persino Apple non vuole usare Final Cut Pro X. Loro sono piuttosto "cupertiniani" di norma, per cui sono rimasto molto colpito. Andando a leggere la notizia ho appreso che la considerazione è venuta fuori da una particolare offerta di lavoro pubblicata sul sito, relativa al posto di "Assistant Editor" per Beats by Dr. Dre.

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Come si può leggere nell'elenco di requisiti, tra i software che il candidato deve conoscere ci sono Premiere, After Effects, Photoshop, Illustrator ed Audition della suite Adobe, oltre ad Avid, ProTools e Davince Resolve. Manca in effetti Final Cut Pro X, ma anche Audition e ProTools sono stati preferiti a Logic Pro X. Che l'ultima versione del software di montaggio video di Apple abbia deluso moltissimi professionisti in fase di lancio è un dato di fatto e ne abbiamo parlato più volte. È anche vero che i tanti aggiornamenti successivi hanno messo diverse pezze ai problemi iniziali, ma ormai il danno è stato fatto. La quantità di video editor che sono passati alla concorrenza con l'arrivo di Final Cut Pro X è elevatissima e, nel mio piccolo, io sono uno di questi. Pur avendolo acquistato ed usato per alcuni mesi, i vari problemi di stabilità e le mancanze riscontrate, mi hanno convinto a passare a Premiere. E sapete anche, perché ne ho parlato di recente, che sono convinto che Apple si stia sempre di più allontanando dalle esigenze dei professionisti. D'altro canto nel titolo e nell'articolo di The Verge ci vedo un pizzico di malizia, perché la proposta di lavoro è per Beats, azienda che fino a poco tempo fa era completamente separata da Apple. Per cui è molto più plausibile che il team si sia formato e specializzato con quei software e che il nuovo arrivato debba conoscere questi per inserirsi nell'attuale workflow. 

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram