AMD lancia la seconda generazione delle CPU Ryzen desktop: preordini da oggi, in vendita dal 19

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Il 2017 di AMD è stato molto positivo sul fronte processori, segnando un piacevole ritorno alla competitività grazie alla serie Ryzen. Per quest'anno, squadra che vince non si cambia troppo e parafrasando il vecchio modello della sua principale rivale potremmo dire che si tratta della fase "tick", dove s'interviene sul processo produttivo più che sull'architettura. La seconda generazione Ryzen per i computer desktop passa infatti da 14 a 12 nanometri, che consente di incrementare le frequenze operative delle CPU con impatti nulli o molto limitati dal punto di vista energetico.

Oggi è ufficialmente iniziata la fase di preordini (anche se non si trovano ancora sugli store italiani, al momento in cui scriviamo), in vista della disponibilità a partire dal 19 aprile, per i primi 4 modelli che andranno a comporre la rinnovata lineup, che si affiancherà alle APU desktop e mobile con grafica integrata anch'esse di recente lancio. Non tutti i dettagli sono stati diffusi, visto che sino al 19 vige un parziale embargo, ma quanto già pubblicato dalle principali testate come AnandTech è sufficiente a farsi una buona idea.

I rilasci si concentrano per ora sulle Ryzen 7 e 5, con due configurazioni a testa. Numero di core, thread e cache è rimasto identico alle precedenti generazioni in tutti i casi: i cambiamenti tecnici sono concentrati pressoché esclusivamente sul clock. Il modello di punta Ryzen 7 2700X presenta ora una frequenza base di 300 MHz superiore a quella del diretto predecessore 1700X, un aumento nient'affatto trascurabile in termini assoluti. Se si considera la frequenza Turbo, il divario sale a ben 500 MHz. Ne ha risentito lievemente il TDP, che da 95 è passato a 105 W, ma è una differenza senz'altro sopportabile per chi vuole puntare alle prestazioni e all'overclock, per cui i modelli X meglio si prestano. Subito sotto troviamo il 2700 liscio, che presenta una frequenza base di 3,2 GHz che in Turbo arriva fino a 4,1; pure in questo caso si trovano aumenti apprezzabili rispetto il "vecchio" 1700 (3/3,7), mantenendo peraltro invariato il TDP di 65 W. I Ryzen 5, exa-core con 12 thread, prevedono invece il 2600X con clock base 3,6 GHz e Turbo 4,2 GHz e il 2600 che i medesimi valori li riduce rispettivamente a 3,4 e 3,9 GHz.

Molti altri dettagli, inclusi i cambiamenti alla tecnologia XFR che in presenza delle condizioni idonee permette di andare anche oltre le frequenze Turbo, verranno resi noti solo dal 19 aprile. Lo stesso vale per il nuovo chipset X470; i Ryzen di seconda generazione potranno comunque essere utilizzati anche coi chipset correnti, previo aggiornamento UEFI/BIOS. A livello commerciale, i nuovi Ryzen 5 hanno prezzi leggermente inferiori dei predecessori, mentre il 2700 resta invariato. Solo il 2700X presenta teoricamente un lieve aumento, che però viene compensato alla grande con l'inclusione del dissipatore Wraith Prism RGB, costruttivamente migliore del precedente Wraith Max, ben performante per la sua categoria e che come suggerisce il nome dispone pure di un gruppo LED multicolori integrato. Restiamo in attesa di scoprire come se la caveranno sul campo i Ryzen di seconda generazione, nonché i futuri innesti previsti per la fascia bassa e i Threadripper.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.